Il mistero delle tre orchidee

 

Tre omicidi si susseguono in meno di quarantotto ore in una raffinata casa di moda della Milano degli anni trenta ed accanto ad ogni cadavere viene rinvenuta un’orchidea. Gli indizi sembrano prospettare una semplice soluzione del caso al commissario De Vincenzi…

Sinossi a cura di Rosario Di Mauro

Dall’incipit del libro:

Cristiana O’Brian ha l’onore d’invitare la S. V. Ill.ma alla presentazione delle sue nuove creazioni di primavera che avrà luogo dal giorno 9 marzo in avanti alle ore 15,30. Strettamente personale.
Busta azzurra, lunga, rettangolare. Cartoncino azzurro In alto, nell’angolo sinistro, una bianca colomba trafitta da un lungo acuminato spillo d’oro: l’impresa di Cristiana O’Brian – Abiti, Mantelli, Pellicce, Corso del Littorio, 14. Di quei cartoncini ne furono spediti cinquecento, tutti strettamente personali. Ma ne giunsero a destinazione cinquecentodue. E i due ignorati dalla signora O’Brian e persino da Marta, che pure si piccava di saper tutto quel che avveniva nella Casa di Mode di Corso del Littorio, recavano anch’essi l’avvertimento: strettamente personale.
Chi avrebbe potuto immaginare che nel “museo degli orrori” della Casa di Mode O’Brian giacesse un cadavere? Un cadavere fra i manichini di legno e crine. Come quelli, immoto. E con sul volto un ghigno terrificante: l’unico fra tutti, quel cadavere, ad avere lí dentro una testa e un volto… Se nel penitenziario di Kansas City non esistesse un regolamento che concede ai carcerati costretti a lavorare nelle miniere di carbone una riduzione di pena proporzionata alla quantità di carbone che essi estraggono oltre un certo minimo, il cadavere che aveva giaciuto fra i manichini del “museo degli orrori” non sarebbe andato a finire sul letto di Cristiana O’Brian e una collana di vetro avrebbe onestamente continuato nel suo ufficio di collana e non sarebbe servita a una definitiva quanto tragica bisogna.