Mattia e Massimo Cunico - L’Intervista o Il principio antropico

 

 

Principio antropico

Principio secondo il quale le leggi naturali devono consentire l’esistenza di esseri intelligenti in grado di porsi delle domande su di esse. L’idea del principio antropico è nata dalla constatazione che le leggi naturali appaiono sorprendentemente adatte all’esistenza della vita.

Personaggi

Tutti i personaggi sono belli e giovani. Giulia e Stephen sono sulla trentina ed anche Clausius dimostra più o meno quell’età.

I servi non dimostrano più di 18/20 anni e sono esageratamente belli, tanto belli da sembrare perfetti. I tre maschi e le due femmine sono tra loro fisicamente uguali: stessa altezza, stessa corporatura, stessi capelli, etc.

Ambientazione

L’azione si svolge interamente nel castello di  Clausius, una sorta di “antro” fantastico e tenebroso allo stesso tempo. L’aria che vi si respira è quella un po’ scura e ingombra di oggetti e presenze degli studi degli alchimisti. L’atmosfera è anch’essa magica e misteriosa.

Le stesse innovazioni tecnologiche, che danno un sapore fantascientifico a scene ed azioni, sono avvolte da un alone vagamente medioevale e quasi scompaiono in esso.  Dappertutto tavoli e mobili ingombri di codici, pergamene, antiche carte e vecchissimi strumenti scientifici. Libri in ogni angolo: sui tavoli, sulle sedie, sulle poltrone, persino per terra, sui numerosissimi tappeti. Tutte le scene devono sovrabbondare di questi vecchi e polverosi oggetti di studio.

   

Massimo Cunico - Non esiste alternativa alla famiglia! 

 

Commedia comica in due atti, densa di situazioni, battute, piccole e grandi manie casalinghe, che sul palcoscenico strappano risate a colpo sicuro.
Gli ingredienti classici dell’umorismo ci sono tutti e si mescolano sapientemente, per creare un fitto gioco di richiami tra i vari personaggi, che fa crescere la tensione sino all’esplosione finale, nella quale scopriamo che, forse, la tanto bistrattata suocera a volte non è poi così male…
Non solo risate, comunque, perché dietro alla vera comicità resta sempre l’amaro della riflessione disincantata sulla quotidianità della vita di ognuno.
   
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Massimo Cunico - Trecento

 

Perché Trecentesca? Perché questo titolo all'opera? Mi piacciono i giochi di parole e Trecentesca ne contiene almeno tre. Trecentesca: Tre come le commedie in essa contenute; cento... centone, con riferimento alla veste dei nostri lontanissimi avi, i Romani, ricavata unendo tra loro pezzi di stoffe di vario colore, così come le mie commedie sono ricavate unendo tra loro spunti ed idee di diversi autori; trecento, che è il periodo in cui sono ambientate.
Mi rendo conto di quanto sia pericoloso parlare di idee prese da vari autori e da varie situazioni della nostra storia letteraria, ma non potevo certo negare quelle che sono state le fonti prime della mia ispirazione. Boccaccio, innanzitutto.
Anni fa ho seguito per qualche tempo un corso sul Boccaccio, tenuto dal prof. Giorgio Padoan alla Facoltà di Lettere dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Non ho mai dato quell'esame - credo anzi di non aver nemmeno seguito l'intero corso - ma da quelle lezioni ho ricevuto un'impressione così bella e profonda del mondo del Trecento, visto attraverso la lente forse un po' deformante, ma quanto mai autentica e schietta, del Decameron, da volermi senz'altro ispirare all'opera del Boccaccio per la composizione di queste mie tre commedie.

Potremo quindi definirle anche "variazioni su un tema trecentesco" o, più pomposamente, "ricerca sulle possibilità espressive e compositive di motivi tratti principalmente dal Decameron". Principalmente, ma non solo. Molte altre, anche se forse meno importanti, sono state le fonti d'ispirazione.

   

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